Roggero, la pena non si ferma: respinta la richiesta di differimento

Roggero, la pena non si ferma: respinta la richiesta di differimento

Il magistrato di sorveglianza, Elena Massucco, ha messo un punto fermo sulla questione: la richiesta di differimento della pena per il 72enne Roggero non trova giustificazione. Secondo quanto dichiarato, non sono state evidenziate dalla difesa le circostanze di necessità e urgenza necessarie per giustificare una misura cautelativa. Gli atti saranno ora indirizzati verso il Tribunale di Sorveglianza, la Procura generale della Corte d’Appello di Torino e l’Ufficio di Sorveglianza di Milano.

Richiesta di differimento respinta

L’istanza, presentata dall’avvocato Stefano Marcolini, mirava a ottenere il differimento dell’esecuzione della pena, in attesa della decisione relativa alla domanda di grazia inoltrata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalla moglie di Rogger, Mariangela Sandrone. Tuttavia, il magistrato ha chiarito che l’orientamento della giurisprudenza della Corte di Cassazione stabilisce chiaramente che tale differimento è possibile solo quando l’esecuzione della pena non è ancora iniziata. Nel caso di Rogger, la detenzione è già in atto.

Il Tribunale di Sorveglianza, che avrà il compito di approfondire la questione, potrà analizzare la situazione sulla base di un’istruttoria completa, includendo le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione relativa al ricorso presentato dalla difesa.

La posizione della difesa

Il legale di Rogger ha ribadito, anche nelle ultime ore, l’urgenza di rivedere la richiesta di differimento della pena, specialmente dopo che gli atti sono stati trasferiti tra gli uffici di sorveglianza di Torino e Milano. L’Ufficio di Sorveglianza di Milano ha restituito la pratica a Torino, sostenendo che la competenza rimane nel capoluogo piemontese, poiché l’istanza era stata avanzata quando Rogger era ancora in libertà.

Il professor Sergio Novani, analista processuale del collegio difensivo, ha chiarito che Rogger non sta cercando l’estinzione della pena o un’amnistia, ma un semplice differimento temporaneo dell’esecuzione. Tale richiesta è giustificata dalla pendenza dell’istanza di grazia, dall’assenza di un reale rischio di recidiva e da ragioni umanitarie legate all’età avanzata dell’imputato. Novani ha sottolineato che «la legge non funziona a colpi di slogan». Non ci sono richieste di trattamenti privilegiati, ma solo il rispetto delle norme vigenti.

Rogger, pertanto, rimane detenuto a Bollate, in attesa che il Tribunale di Sorveglianza si pronunci sulla richiesta di differimento. Un caso che continua a sollevare interrogativi e tensioni, mentre la giustizia sembra seguire il suo corso senza compromessi.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *