Il quartiere Resistenza si prepara a diventare un laboratorio di sicurezza collettiva. Mercoledì mattina, in Sala Randi, è stato svelato il progetto pilota di Controllo di Vicinato, un’iniziativa che intende coinvolgere attivamente i cittadini nella prevenzione dei reati. Sottoscritto un protocollo d’intesa tra Comune e Prefettura, il progetto si allinea alle direttive della Regione Emilia-Romagna, con un obiettivo chiaro: trasformare i residenti in “sentinelle” vigilanti del proprio territorio.
### Un progetto strutturato e coordinato
L’assessore alla Sicurezza, Luca Bartolini, ha evidenziato la serietà e la pianificazione che caratterizzano l’iniziativa. Non si tratta di un’idea estemporanea ma di un approccio ben definito, dove ogni attore ha un ruolo preciso. Al centro del sistema si trova il coordinatore di quartiere, e per Resistenza sono stati scelti quattro volontari: Gabriella Maldini, Umberto Rossi, Walter Savini e Raffaele Acri. Questi individui avranno il compito cruciale di gestire il flusso informativo e di discernere quali segnalazioni meritano di essere comunicate alle forze dell’ordine.
Bartolini non ha lasciato spazio a dubbi: “La capacità del coordinatore di selezionare le informazioni è essenziale. Questo è un ruolo di volontariato che richiede un impegno costante, un vero e proprio servizio per la comunità.”
### Un meccanismo di osservazione e comunicazione
Il Controllo di Vicinato si basa su un sistema di osservazione e comunicazione rigoroso. I cittadini non sono chiamati a intervenire direttamente in situazioni di sospetto, ma a segnalare anomalie attraverso una chat di gruppo. Quando un residente nota qualcosa di strano, raccoglie informazioni e le condivide con i vicini. Se l’anomalia persiste, il coordinatore trasforma la discussione in una segnalazione ufficiale per la Polizia Locale, che si occupa di verificare e rispondere al caso.
Andrea Gualtieri, vicecomandante della Polizia Locale, ha chiarito il confine tra questo progetto e le operazioni di emergenza. I cittadini non sono supereroi, ma semplici cittadini che, in caso di pericolo immediato, devono sempre contattare il 112. Il Controllo di Vicinato è uno strumento di prevenzione, volto a captare i segnali precursori di un possibile reato.
Per supportare questa rete di comunicazione, la Polizia Locale ha dedicato due agenti, dotati di un cellulare specifico per ricevere le segnalazioni già validate dai coordinatori.
### Un impegno per una comunità più sicura
Gabriella Maldini, coordinatrice del quartiere Resistenza, ha sottolineato l’importanza del progetto come strumento di coesione sociale. “Questo è un tentativo concreto di stimolare la partecipazione quotidiana dei cittadini. La sicurezza non può prescindere da una giustizia sociale, e il nostro impegno è quello di creare una comunità più coesa e protetta”.
A questo proposito, il vicesindaco Vincenzo Bongiorno ha evidenziato il valore democratico dell’iniziativa. I cittadini sono pronti a essere coinvolti attivamente in un aspetto cruciale come la sicurezza. Il progetto nel quartiere Resistenza rappresenta solo l’inizio. Presto sarà avviato un tour informativo nei vari Consigli territoriali di quartiere, dal 15 aprile al 28 maggio, per presentare il modello a tutta la città.
La sicurezza non è più solo una questione di forze dell’ordine, ma una responsabilità condivisa. Il Controllo di Vicinato si propone di trasformare i cittadini in protagonisti attivi della propria sicurezza.

