L’INTERVISTA – Un’analisi impietosa con Francesco Cristini, professore associato di Malattie infettive presso l’Università di Bologna e direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive di Forlì-Cesena.
In un panorama allarmante, le infezioni sessualmente trasmesse (IST) hanno intrapreso una corsa vertiginosa tra i giovani, un fenomeno che non si limita alle metropoli, ma investe anche contesti provinciali come il territorio forlivese. Cambiamenti nei comportamenti, scarse conoscenze sui rischi e strategie preventive inadeguate stanno alimentando questa crisi. È necessaria una comunicazione incisiva per affrontare la situazione.
Francesco Cristini, esperto del settore, ci chiarisce l’entità del problema e le sfide che i giovani devono affrontare nella protezione della loro salute.
**L’incremento delle infezioni tra i giovani**
I dati nazionali evidenziano un drammatico aumento delle IST tra i 15 e i 24 anni. La situazione a Forlì non è differente. “I casi stanno crescendo, seguendo una tendenza generale”, afferma Cristini. Se la fascia di età più colpita resta quella tra i 25 e i 39 anni, la situazione dei più giovani è allarmante. Uno dei fattori che contribuiscono a questo incremento è l’uso sempre più diffuso della profilassi pre-esposizione (PrEP) tra i maschi che hanno rapporti sessuali con maschi (MSM). “La PrEP è efficace contro l’HIV, ma non offre alcuna protezione contro altre IST”, chiarisce il professore, sottolineando la pericolosa illusione di sicurezza che essa crea.
**Infezioni in aumento e scarsa consapevolezza**
Nell’Unità operativa di Malattie infettive, le infezioni come sifilide, clamidia e gonorrea sono in netta crescita. “Nessuna IST è mai scomparsa”, avverte Cristini. “I casi asintomatici vengono spesso scoperti solo grazie agli screening legati alla richiesta di PrEP. Senza questi, molti giovani continuerebbero a diffondere le infezioni senza saperlo”. Accanto a queste, ci sono patologie come l’HIV e l’herpes simplex, che possono rimanere latenti e scatenare complicazioni nel tempo. “Fortunatamente, esistono vaccini per infezioni come il papillomavirus e l’epatite B”, aggiunge, ma la consapevolezza è scarsa.
La mancanza di educazione sessuale è evidente. “I giovani MSM sono generalmente ben informati, ma la situazione è diversa per gli eterosessuali, soprattutto i più giovani”, nota Cristini. Questo gap di conoscenze alimenta un contesto rischioso per la salute.
**Chemsex e comportamenti a rischio**
Il fenomeno del chemsex, l’uso di sostanze per intensificare le esperienze sessuali, è in forte espansione tra i giovani MSM. “Le sostanze utilizzate non solo abbassano le inibizioni, ma compromettono anche la consapevolezza dei rischi. I rapporti sessuali non protetti con sconosciuti aumentano esponenzialmente”, avverte il professore. L’assenza di informazioni adeguate e il pregiudizio sociale rendono la situazione ancora più complessa.
L’imbarazzo nell’acquisto di preservativi persiste, e lo stigma legato alle IST rimane forte. Cristini evidenzia come i distributori automatici possano alleviare parte di questo imbarazzo, ma la situazione è ancora critica. “Per i minorenni, la questione del test per l’HIV è delicata. Sebbene un giovane emancipato di 16 anni possa decidere autonomamente, è fondamentale discutere con lui l’importanza di coinvolgere un genitore”.
I sintomi delle IST sono spesso sottovalutati. “Lesioni cutanee, eruzioni fugaci e febbricola non devono essere ignorate. Anche se non dolorose, possono essere segnali di infezioni gravi”, avverte Cristini, mettendo in guardia sui rischi a lungo termine, come l’infertilità.
Infine, la confusione persiste tra prevenzione delle gravidanze e delle IST. “La pillola anticoncezionale non protegge dalle infezioni. Solo il preservativo offre una protezione efficace”, ribadisce il professore.
Per chi teme di aver avuto un rapporto a rischio, Cristini consiglia di rivolgersi all’ambulatorio di Malattie infettive o al medico di base. “A Forlì-Cesena, l’accesso ai servizi è ben organizzato, ma è fondamentale che i giovani comprendano l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce”.
La situazione è grave, e il tempo per l’informazione e la consapevolezza sta per scadere.

