L’incontro di oggi presso la Provincia di Forlì-Cesena ha radunato oltre 150 esperti provenienti dai Comuni, Unioni di Comuni e enti competenti. Un numero significativo che evidenzia l’urgenza e la serietà della questione: la sicurezza dei fiumi e la gestione del territorio. Il focus è stato il progetto di Variante al Pai Po, mirato all’estensione del Piano ai bacini idrografici del Reno, Romagnoli, Conca e Marecchia. Un passo cruciale che non può essere trascurato.
L’incontro, presieduto dal segretario dell’Autorità di bacino distrettuale del Po (Adbpo), Andrea Colombo, ha avuto luogo nella sede della Provincia a Forlì. Questo primo di una serie di confronti pianificati per le province romagnole e Bologna si è reso necessario per chiarire le osservazioni e le modalità operative della fase di salvaguardia. Non più solo chiacchiere, ma un confronto diretto e concreto per affrontare una tematica di vitale importanza.
Il presidente della Provincia, Enzo Lattuca, ha messo in chiaro l’importanza di superare visioni semplicistiche e conflittuali. Non esistono avversari tra le comunità locali e le autorità idrauliche. L’approccio deve essere collaborativo, rispettando le competenze di ciascuno. La fase attuale deve essere utilizzata per analizzare, discutere e rielaborare i contenuti della variante. Non sono ammesse ambiguità. Solo un lavoro di squadra potrà portare a risultati tangibili e in tempi ragionevoli.
Sotto il profilo urbanistico, Lattuca ha sottolineato come questo strumento possa rivelarsi utile per rivedere le previsioni urbanistiche precedenti che non avevano tenuto in considerazione i rischi idraulici e geologici. Gli eventi recenti hanno posto in evidenza la necessità di un ripensamento radicale. La Provincia, in questa fase, deve fungere da coordinatore, facilitando il dialogo e portando a sintesi le diverse esigenze territoriali. Non si tratta di un compito semplice, ma essenziale per garantire una gestione efficace della fase di salvaguardia.
La diversità dei territori – pianura, collina, montagna – richiede un’attenzione particolare. Ogni area ha le sue specificità e le sue necessità. È fondamentale che le osservazioni e i suggerimenti presentati siano mirati e pertinenti, affinché si possa costruire un sistema coeso e funzionale. Non c’è tempo da perdere, la sicurezza dei fiumi non è un tema da affrontare con superficialità.
La riunione ha dimostrato che esiste una volontà collettiva di affrontare la questione con serietà. I partecipanti hanno mostrato un impegno attivo nel discutere le problematiche e nel proporre soluzioni. La sicurezza idraulica non è solo una questione tecnica, ma un tema che tocca la vita quotidiana delle persone, la loro sicurezza e il loro futuro.
Le autorità competenti devono ascoltare e integrare le istanze territoriali. Le comunità locali non possono essere lasciate fuori da questo processo. La pianificazione deve avvenire in modo inclusivo, con il coinvolgimento di tutti gli attori in campo. Solo così si potrà garantire un futuro sicuro e sostenibile per il nostro territorio. Non ci sono alternative.

