Sorelle scomparse in Abruzzo: arrestati madre, compagno e nonno per sequestro aggravato

Sorelle scomparse in Abruzzo: arrestati madre, compagno e nonno per sequestro aggravato

Le indagini sul caso delle sorelle scomparse in Abruzzo si intensificano. La Procura di Sulmona ha emesso provvedimenti restrittivi nei confronti di tre individui: Valentina D’Acunto, madre delle ragazze, il suo compagno Vincenzo Esposito e il nonno materno Marco D’Acunto. La madre è attualmente detenuta nel carcere di Teramo, mentre il compagno e il nonno si trovano nella casa circondariale di Sulmona. Le accuse a loro carico sono di sequestro di persona aggravato.

Il mistero delle sorelle

Le due minorenni, Alisya e Sarah, erano scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla comunità di accoglienza di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Gli investigatori sono ora impegnati in accertamenti volti a chiarire ogni aspetto della vicenda e a verificare se vi siano ulteriori complici nell’allontanamento delle ragazze. Gli inquirenti stanno ricostruendo gli eventi che hanno preceduto e seguito la loro scomparsa.

Il ritrovamento delle sorelle è avvenuto il 21 giugno a Formia, in un’abitazione del quartiere Rio Fresco – Scacciagalline. Secondo le prime informazioni, quel luogo potrebbe essere stato utilizzato come rifugio fin dai primi giorni successivi alla loro sparizione. I carabinieri sono giunti a questa localizzazione grazie a una segnalazione di un familiare, preoccupato per le possibili conseguenze di questa tragica situazione.

Le ragazze sono state trovate in buone condizioni di salute e successivamente trasferite in una struttura protetta, dove sarà possibile garantire loro la sicurezza necessaria per affrontare il trauma subito. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha permesso di evitare il peggio e di restituire le sorelle alla loro famiglia.

La reazione del padre

Stefano Di Giacinto, padre delle ragazze, ha reagito con un misto di sollievo e angoscia dopo aver appreso del ritrovamento. Si è precipitato alla caserma dei carabinieri per riabbracciare le figlie, ma l’emozione intensa lo ha colpito a tal punto da procurargli un malore. In un post sui social, ha espresso la sua gioia per la ritrovata sicurezza delle ragazze, dichiarando: “Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero”.

Di Giacinto ha anche sottolineato l’importanza di concedere tempo alle ragazze per recuperare gli anni che qualcuno ha loro negato. Con un messaggio carico di affetto, ha affermato: “Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo”, ringraziando coloro che lo hanno sostenuto durante le settimane di ricerche.

Indagini in corso

La situazione rimane incerta e le indagini continuano a concentrarsi sulla ricostruzione degli spostamenti delle due ragazze. Gli investigatori stanno esaminando in dettaglio le responsabilità di chi ha facilitato o agevolato il loro allontanamento dalla struttura di accoglienza. La complessità del caso evidenzia non solo le dinamiche familiari coinvolte, ma anche le implicazioni legali e sociali di un sequestro di persona aggravato.

Il caso delle sorelle scomparse ha scosso l’opinione pubblica, richiamando l’attenzione su tematiche delicate come l’abuso dei minori e le responsabilità familiari. Le autorità sono ora chiamate a garantire che tali situazioni non si ripetano, proteggendo i diritti e la sicurezza dei più vulnerabili.

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