Sparatoria a Bisceglie: Angelo “Lino” Pizzi ucciso, il mistero si infittisce

Sparatoria a Bisceglie: Angelo “Lino” Pizzi ucciso, il mistero si infittisce

Una sparatoria ha scosso il ristorante di Bisceglie, portando alla morte di Angelo “Lino” Pizzi, 62enne noto nella comunità. Secondo le prime informazioni, due individui con il volto celato hanno fatto irruzione nel locale, aprendo il fuoco con una violenza inaudita. Circa quindici colpi sono stati esplosi, lasciando il segno non solo sulla vittima ma anche sui presenti, diversi dei quali turisti inglesi. Fortunatamente, nessun altro è rimasto ferito, ma l’aria è satura di paura e incredulità.

Ipotesi di errore di persona

Le autorità stanno indagando su un possibile errore di persona. La vittima, Pizzi, potrebbe non essere stato il vero obiettivo dell’agguato. Le indagini si concentrano sul titolare del ristorante, noto per avere precedenti penali. Le circostanze dell’accaduto, che potrebbero far pensare a un’esecuzione mirata o a un litigio degenerato, restano nebulose. La comunità si interroga su quali siano le reali motivazioni dietro a questa violenza.

Le forze dell’ordine, giunte tempestivamente sul posto, hanno avviato un’indagine sotto la supervisione della Direzione distrettuale antimafia di Bari, con l’intervento di carabinieri e polizia. I dettagli sul movente sono ancora incerti, ma non si esclude un legame con l’omicidio di Filippo Scavo, 43enne di Bari, assassinato lo scorso aprile all’interno della discoteca Divine Club di Bisceglie. In entrambi i casi, si fa riferimento a conflitti tra clan che si riflettono in un clima di tensione crescente.

Reazioni e stato d’animo della comunità

Il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha preso posizione di fronte a questa tragedia. Con un appello diretto alla comunità, ha esortato i cittadini a “tenere la testa alta e a non avere paura”. La sua voce, chiara e ferma, sottolinea la necessità di non cedere alla criminalità. “Bisceglie ha scelto da che parte stare”, ha dichiarato, facendo riferimento al sostegno istituzionale che il territorio deve ricevere. Il primo cittadino ha invitato tutti a unirsi per riportare legalità e giustizia, sottolineando che ognuno ha un ruolo da svolgere.

La sparatoria non è un evento isolato; è il sintomo di un problema più ampio che affligge le comunità. Le indagini sono in corso e gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica, oltre a chiarire le responsabilità di quest’atto violento. La paura si mescola con la determinazione della comunità di non rimanere in silenzio. La lotta contro la criminalità richiede un fronte unito e consapevole.

La scena del crimine rimane sotto osservazione, mentre le forze dell’ordine lavorano per raccogliere prove e testimonianze che possano far luce su questo tragico episodio. La tensione resta palpabile; Bisceglie merita di tornare a essere un luogo di pace, lontano dalle ombre del crimine organizzato.

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