Tè di assenzio: raccomandazioni, dosaggio e limiti spiegati dalla Dr.ssa Oana Cuzino

Tè di assenzio: raccomandazioni, dosaggio e limiti spiegati dalla Dr.ssa Oana Cuzino

Il tè di assenzio (Artemisia absinthium) è un rimedio amaro, ma estremamente potente, utilizzato fin dall’antichità per sostenere la digestione, eliminare i parassiti intestinali e disintossicare l’organismo. Tuttavia, la pianta contiene sostanze attive che, in determinate condizioni, possono diventare tossiche per il sistema nervoso e il fegato. La Dr.ssa Oana Cuzino, medico primario in gerontologia e geriatria, ha spiegato nel corso di una presentazione le raccomandazioni corrette per l’uso, il dosaggio sicuro e i limiti da rispettare.


Modalità di preparazione e dosaggio raccomandato

Per la preparazione del tè:

  • Utilizzare 1 cucchiaio di pianta secca (circa 1,5 g).
  • Aggiungere 240 ml di acqua calda.
  • Lasciare in infusione per 5 minuti, quindi filtrare.
  • Può essere consumato fino a 12 tazze al giorno, sempre in brevi cicli.

È essenziale non superare queste quantità, e il tè deve essere consumato solo per un periodo limitato, in cicli di massimo 24 settimane, seguiti da pause.


Benefici dimostrati

1. Stimolante digestivo naturale

La Dr.ssa Cuzino menziona che l’assenzio è noto per stimolare le secrezioni gastriche, biliari e pancreatiche. Il tè di assenzio aiuta a ridurre il gonfiore e a migliorare la digestione dopo pasti pesanti o in caso di dispepsia.

2. Effetto antiparassitario

L’assenzio è utilizzato in cicli antiparassitari, in particolare contro ossiuri e vermi cilindrici. I composti amari e gli oli essenziali agiscono sui parassiti intestinali, contribuendo alla loro eliminazione.

3. Proprietà antimicrobiche e antiossidanti

La pianta contiene flavonoidi e composti con effetto antibatterico e antifungino, che aiutano l’organismo a combattere le infezioni. Gli studi menzionati dalla Dr.ssa Cuzino suggeriscono anche un potenziale ruolo antiossidante, utile nella protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

4. Sostegno al sistema nervoso e al fegato

In dosi piccole e ben dosate, l’assenzio può sostenere le funzioni epatiche e ha un leggero effetto tonico sul sistema nervoso. È talvolta incluso in formule naturali di disintossicazione e in cicli per un fegato pigro.


Controindicazioni e rischi

Il contenuto elevato di tujone, una sostanza neurotossica in dosi elevate, rende l’assenzio non adatto per un uso quotidiano. La Dr.ssa Cuzino avverte sui rischi significativi in caso di uso eccessivo o incontrollato:

  • Interdetto in gravidanza e allattamento
  • Controindicato per persone con epilessia, malattie neurologiche o epatiche
  • Può provocare nausea, vertigini, insonnia, convulsioni o allucinazioni in caso di sovradosaggio
  • Non somministrare contemporaneamente a farmaci epatotossici o neuroattivi

La durata del ciclo non deve superare le 24 settimane, e tra i cicli è obbligatoria una pausa.


Altre forme di somministrazione

Tintura di assenzio: efficace in piccole dosi, ma deve essere somministrata solo con parere medico.
Olio essenziale di assenzio: NON deve essere somministrato internamente, poiché è estremamente concentrato e tossico.
Capsule di assenzio (1 g): utilizzate per dispepsia, ma richiedono il rispetto del dosaggio esatto.


Il tè di assenzio è un rimedio prezioso, ma deve essere utilizzato con la massima prudenza. Come sottolinea la Dr.ssa Oana Cuzino, questo rimedio non è destinato al consumo quotidiano, e il dosaggio e la durata del trattamento devono essere attentamente monitorati. I benefici digestivi e antiparassitari sono reali, ma l’equilibrio tra efficacia e sicurezza è essenziale.


Fonti:

  • Informazioni generali su effetti, controindicazioni e metodi di somministrazione

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