Torino, un tifoso gravemente ferito prima del derby: la Procura accusa la polizia di uso improprio di lacrimogeni

Torino, un tifoso gravemente ferito prima del derby: la Procura accusa la polizia di uso improprio di lacrimogeni

Un tifoso ha subito gravi ferite prima del derby di Torino, scatenando l’ira della Procura, che ha avviato un’inchiesta. Un agente del V Reparto Mobile è ora sotto accusa per lesioni aggravate. I magistrati hanno richiesto gli arresti domiciliari per il poliziotto, che ieri ha affrontato un interrogatorio davanti al giudice, in attesa di una decisione sulla sua situazione cautelare.

Accuse pesanti e responsabilità dirette

Il procuratore Giovanni Bombardieri non usa mezzi termini. L’uso di un lacrimogeno, “lanciato in maniera non conforme”, è al centro dell’indagine. L’atto non solo ha ferito gravemente il tifoso, ma ha anche messo in luce le potenziali conseguenze letali di un’operazione condotta con superficialità. Le indagini hanno raccolto un quadro indiziario che, secondo le autorità, è “grave” e non lascia spazio a interpretazioni.

Le prove raccolte dalla squadra mobile, tra cui video di droni e filmati di sorveglianza, mostrano chiaramente la dinamica degli scontri. Più di 130 lacrimogeni sarebbero stati utilizzati, ma la modalità di lancio è contestata: mentre le procedure operative prevedono un lancio con traiettoria ad arco, l’accusa sostiene che il dispositivo sia stato sparato orizzontalmente, un’azione che va ben oltre i limiti dell’appropriatezza.

Il dramma di un tifoso e le conseguenze di una serata di violenza

Il tifoso coinvolto, un commercialista milanese di nome Basoccu, ha vissuto un incubo. Presentatosi allo stadio con un gruppo di tifosi, si è trovato in mezzo agli scontri tra ultras, che hanno infiammato le strade tra Mirafiori e via Filadelfia. La situazione è degenerata rapidamente, costringendo le forze dell’ordine a intervenire. Basoccu ha riportato ferite gravissime ed è stato immediatamente ricoverato alle Molinette di Torino. Qui, dopo un intervento alla calotta cranica, è stato mantenuto in coma farmacologico per giorni, una condizione che ha tenuto in apprensione non solo la sua famiglia, ma anche l’intera comunità di tifosi.

Finalmente dimesso il 9 giugno, dopo un lungo periodo di recupero, Basoccu ha affrontato una battaglia personale, ma il suo caso ha sollevato interrogativi inquietanti sul comportamento delle forze dell’ordine. Le autorità devono ora rispondere a domande scomode: come è possibile che un dispositivo così pericoloso venga utilizzato in modo inadeguato? Quali sono le garanzie per i cittadini quando l’ordine pubblico degenera in violenza?

Le immagini delle violenze e delle cariche contro i tifosi sono ora al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando di ricostruire la sequenza degli eventi. La tensione è palpabile, e il dibattito su come le forze dell’ordine gestiscono situazioni di emergenza è destinato a infiammarsi ulteriormente. La questione non è solo giuridica, ma tocca anche il cuore della sicurezza pubblica e della responsabilità istituzionale.

In un contesto già carico di emozioni, l’episodio ha acceso una miccia. La comunità dei tifosi, già provata da una stagione di eventi drammatici, si trova ora a dover fare i conti con una realtà sconvolgente. Le immagini di quella notte risuonano come un monito: la violenza, sia tra i tifosi che da parte delle forze di polizia, non può diventare la norma. E ora, la Procura ha il compito di fare chiarezza.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *