La Procura di Agrigento ha avviato un’inchiesta riguardante la morte tragica di un giovane regista, Giamporcaro, avvenuta a Lampedusa. I due turisti milanesi, proprietari del gommone coinvolto, sono ora sotto indagine con l’accusa di omicidio nautico. Frequentatori abituali dell’isola, i due sono stati già ascoltati dalla Capitaneria di Porto, che sta cercando di fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente.
Un tuffo fatale
Le prime ricostruzioni indicano che Giamporcaro si trovava in acqua senza bombole, segnalando la sua presenza con una boa dotata di un palloncino rosso. Insieme a lui c’era la fidanzata, che si era allontanata per tornare a riva e prendere il sole. L’assenza di una sorveglianza adeguata sembra aver contribuito a una tragedia inaspettata. Il gommone, ignaro della presenza del giovane, lo ha travolto. Secondo le prime informazioni, il 29enne ha subito una lesione gravissima al braccio, quasi completamente reciso dall’elica. Sarà l’autopsia, disposta dalla Procura, a chiarire le cause esatte del decesso.
Testimonianze inquietanti
Una testimone presente in baia ha raccontato i momenti drammatici che hanno preceduto il recupero del corpo. Ha descritto la scena di panico, con la ragazza in terra e Giamporcaro in apnea per un tempo che sembrava interminabile. Inizialmente, solo tre persone si trovavano nella baia, ma la situazione è rapidamente degenerata. Dopo aver notato la giovane cercare disperatamente il compagno, la testimone ha visto un gommone con due persone recuperare la boa. La ragazza, intuendo il pericolo, si è tuffata in acqua, mentre la testimone ha cercato aiuto, chiedendo ai pescatori di allertare i soccorsi.
Il corpo di Giamporcaro è stato infine recuperato grazie all’intervento della Guardia Costiera, coadiuvata da un’imbarcazione privata specializzata. Dopo che i genitori hanno riconosciuto la salma, giunti sull’isola, il corpo è stato trasferito a Porto Empedocle.
Un lutto che colpisce la cultura
La vicenda ha scosso profondamente il mondo della cultura e del cinema. Giamporcaro era un ex allievo del Centro sperimentale di cinematografia siciliana e nel 2023 aveva ottenuto un’importante selezione al Festival dei Popoli di Firenze con il suo documentario La ricomparsa delle lucciole. Aveva anche ricoperto il ruolo di docente alla Summer School della Strada degli Scrittori. Anche la madre della vittima, nota per il suo lavoro come docente all’Università di Palermo e in passato assessore alla Cultura del Comune di Caltanissetta, ha ricevuto espressioni di cordoglio da parte dell’ateneo, che ha dimostrato vicinanza alla famiglia in questo momento drammatico.
Le indagini in corso della Capitaneria di Porto e della Procura dovranno ora fare chiarezza su ogni aspetto dell’incidente. Si dovrà valutare la visibilità della boa e le condizioni di navigazione del gommone durante il tragico impatto. La comunità di Lampedusa e il mondo del cinema piangono un giovane talento, mentre la giustizia cerca risposte a una morte che non avrebbe dovuto accadere.

