Il clima si fa teso nel Forlivese-Cesenate, dove l’azione di Azione Studentesca ha scatenato una reazione veemente da parte di Flc Cgil, Cgil e Rete degli Studenti Medi. Davanti a diversi istituti scolastici, il volantinaggio ha portato con sé accuse pesanti nei confronti del corpo docente, che sono state prontamente etichettate come un attacco frontale alla democrazia e alla libertà di insegnamento.
Il sindacato non usa mezzi termini nel condannare l’iniziativa, evidenziando la natura aggressiva e mistificatrice dei volantini distribuiti. Parole come “la tua prof comunista” e l’uso di espressioni che denigrano i “libri di testo faziosi” non sono solo frasi infelici, ma un chiaro tentativo di minare la figura dell’educatore. L’obiettivo è chiaro: fomentare un clima di sospetto e ostilità all’interno delle aule, delegittimando chi si impegna a formare le nuove generazioni.
La condanna si estende oltre il volantinaggio. Flc Cgil, Cgil e Rete degli Studenti Medi mettono in luce un trend preoccupante che si è manifestato in episodi precedenti, come il sondaggio di Azione Studentesca per stilare liste di proscrizione dei professori etichettati come “di sinistra”. Un’azione che, al di là della superficie, svela una strategia ben orchestrata di intimidazione e schedatura ideologica. Il linguaggio utilizzato è quello di chi vuole scatenare una guerra culturale, attaccando chi lavora per costruire coscienze critiche.
La scuola deve rimanere un bastione di democrazia, antifascismo e cultura. È inaccettabile che la storia venga distorta e semplificata attraverso slogan che incitano all’odio. La definizione di “falso” ciò che si studia sui libri non è solo una provocazione, ma una minaccia diretta al patto educativo tra studenti e docenti. La formazione deve essere libera da condizionamenti neofascisti, e la politica del territorio deve prendere atto di questi segnali allarmanti.
La richiesta è chiara: non sottovalutare la gravità di quanto sta accadendo. Le scuole non possono diventare il palcoscenico di una propaganda reazionaria e di una caccia alle streghe nei confronti di chi lavora nel mondo della conoscenza. In questo contesto, Flc Cgil, Cgil e Rete degli Studenti Medi si impegnano a vigilare e a difendere i valori fondamentali della Costituzione, la libertà di insegnamento e il diritto degli studenti a un’istruzione priva di condizionamenti ideologici.
La situazione è critica e richiede un’azione congiunta da parte di tutte le istituzioni democratiche. È tempo di alzare la voce e di ribadire che la scuola è un luogo di crescita e non un’arena di scontro ideologico. In questo clima di tensione, ogni passo falso può avere conseguenze devastanti. La lotta per la libertà di insegnamento è solo all’inizio, e non ci si può permettere di abbassare la guardia.

