La commissione Sanità dell’Emilia-Romagna ha messo in luce un dato allarmante: dopo il Covid, la richiesta di sostegno psicologico è cresciuta del 35%. Luana Valletta, presidente dell’Ordine degli psicologi della regione, ha confermato questa tendenza preoccupante durante l’audizione presieduta da Giancarlo Muzzarelli, focalizzandosi sull’importanza del benessere psicologico e sul ruolo cruciale della Regione nella risposta a questa emergenza.
Numeri impressionanti sono emersi dai relatori, l’assessore alla Sanità Massimo Fabi e l’assessore al Welfare Isabella Conti. Oltre 40mila prestazioni di supporto psicologico, sia individuali che di gruppo, sono state fornite attraverso gli psicologi di base nelle Case della comunità. Sono stati attivati più di 50 gruppi di supporto, con oltre 10mila utenti trattati tra nuovi accessi e pazienti già in carico. Questi dati non possono essere ignorati e richiedono una risposta rapida e incisiva da parte delle istituzioni.
La salute mentale è diventata un tema cruciale per le comunità, come sottolineato dal presidente Muzzarelli. La pandemia ha amplificato i problemi preesistenti, portando a un aumento esponenziale delle persone in difficoltà. La Regione Emilia-Romagna ha scelto di affrontare questa crisi con un impegno rinnovato, mirando a interventi sempre più diffusi e innovativi. La strada da percorrere è lunga, ma la volontà di integrare dimensioni sanitarie e sociali è evidente.
Fabi ha ricordato come la Regione sia stata pioniera nel riconoscere il valore del supporto psicologico, soprattutto in un periodo storico in cui il bisogno di assistenza psicologica è cresciuto a livelli mai visti negli ultimi vent’anni. Gli psicologi delle Case della comunità hanno dimostrato la loro importanza, superando le aspettative in termini di richieste e prestazioni. Tuttavia, nonostante i progressi, permane un problema: il bonus psicologo. I dati parlano chiaro; meno del 3% delle richieste è stato accolto, sia in Emilia-Romagna che nel resto d’Italia. È urgente rivedere i parametri di accesso, partendo dall’indicatore Isee.
Conti ha messo l’accento sull’importanza del supporto psicologico per i giovani, sottolineando che è fondamentale fornire loro strumenti per sviluppare resilienza emotiva e gestire lo stress. La Regione sta lavorando per creare un sistema strutturato e capillare di servizi, con particolare attenzione anche alle scuole. L’accesso gratuito fino a 26 anni non deve essere considerato un privilegio, ma un diritto fondamentale. Inoltre, è prevista l’attivazione di un’applicazione con contenuti rivolti ai giovani, che includerà consulenze online e un numero verde per facilitare l’accesso ai servizi.
L’obiettivo della Regione è chiaro: consolidare il servizio di psicologia pubblica, in linea con la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal piano nazionale di ripresa e resilienza. La consultazione psicologica deve diventare accessibile a tutti i cittadini, stabilendo standard minimi di personale per ogni Ausl. È evidente che il sostegno psicologico è un campo in cui è necessario intensificare gli sforzi. Le associazioni del settore hanno espresso la necessità di potenziare le attività regionali in risposta all’aumento della domanda.
Questa richiesta è stata sostenuta in modo unanime dai consiglieri regionali, sia del centrosinistra che del centrodestra. Mentre il primo ha elogiato l’impegno della Regione, il secondo ha sollecitato un cambio di marcia nel modo di affrontare la situazione attuale. Il docente Paride Braibanti ha lanciato un avvertimento: è necessario un salto di qualità. In Italia, 16 milioni di persone hanno bisogno di supporto psicologico, e lo scenario deve essere ripensato.
Claudio Gambella ha proposto che ogni cittadino abbia accesso a uno psicologo delle cure primarie, equiparabile a un medico di base. Federico Fabbri ha insistito sulla necessità di una pianificazione adeguata per la salute mentale, evidenziando che molti casi possono essere gestiti da psicologi. Infine, Luana Valletta ha ribadito che, nonostante l’aumento delle richieste, le risposte sono principalmente nel settore privato. È imperativo potenziare la psicologia pubblica, e l’Ordine degli psicologi è pronto a collaborare per riorganizzare le risorse esistenti. La situazione è critica e le risposte devono essere immediate e concrete.

