Donne, scienza e metodo: il convegno dell’Irst che sfida le convenzioni

Donne, scienza e metodo: il convegno dell’Irst che sfida le convenzioni

Il 10 marzo, a Casa Romagna, si svolgerà un incontro cruciale per il futuro della ricerca scientifica. Dalle 14:00 alle 18:30, il convegno “Il DNA dell’Innovazione: la firma femminile nelle Scienze della Vita” riunirà un gruppo eterogeneo di ricercatrici, professioniste, rappresentanti istituzionali e stakeholder. L’obiettivo è chiaro: affrontare la questione della presenza femminile nelle scienze della vita non come un mero dato statistico, ma come un elemento fondante del metodo scientifico.

La prospettiva di genere è un tema che non può essere considerato un accessorio. In un contesto come quello delle scienze della vita, essa incide profondamente sui processi organizzativi, sulle carriere professionali e sulla qualità della ricerca. L’Irst Irccs “Dino Amadori”, insieme al Centro donna del Comune di Forlì e alle associazioni ‘She is a scientist’ e ‘Minerva’, si fa portavoce di questa necessità, promuovendo un dibattito che si preannuncia intenso e stimolante.

Il patrocinio del Comune di Forlì colloca l’evento all’interno delle celebrazioni della Giornata internazionale della donna. L’apertura sarà caratterizzata da saluti istituzionali di figure di spicco come Cristina Marchesi, Gessica Allegni e Andrea Cintorino, che metteranno in evidenza l’importanza del tema trattato. Ma il vero cuore dell’incontro saranno le due tavole rotonde, che affronteranno rispettivamente la prospettiva di genere nell’innovazione e l’impatto della ricerca scientifica.

La prima tavola rotonda si concentrerà su strumenti normativi e buone pratiche in materia di pari opportunità, moderata da Giuliana Villari. Interverranno esperte del settore, come Beatrice Valentini e Sonia Alvisi, che porteranno la loro esperienza per dimostrare come la presenza femminile possa e debba influenzare positivamente i processi di innovazione.

Nella seconda tavola rotonda, moderata da Nicole Ticchi, si discuterà di temi complessi e attuali, dall’etica delle tecnologie all’Intelligenza Artificiale applicata ai dati sanitari. Interventi di esperte come Mariachiara Tirinzoni e Valentina Benfenati metteranno in evidenza l’importanza di integrare la prospettiva di genere in tutti i campi della ricerca. Non si tratta solo di equità, ma di un metodo che può migliorare la qualità dei risultati scientifici.

Un aspetto fondamentale del convegno sarà l’intervento di Valentina Bugani, che presenterà i percorsi formativi attivi in Istituto per diffondere la cultura dell’inclusione e della parità di genere. In chiusura, Martina Cavallucci guiderà un laboratorio esperienziale per analizzare come bias e aspettative sociali influenzino i percorsi di carriera femminili. Questo incontro non sarà una celebrazione, ma un’analisi critica delle dinamiche in atto nel mondo scientifico.

Le parole di Andrea Cintorino, assessora del Comune di Forlì, evidenziano la volontà di affrontare il tema in modo concreto. La presenza delle donne nelle scienze della vita è strategica per la qualità della ricerca e per la competitività del territorio. Questo convegno rappresenta un’opportunità per affrontare le disparità e le difficoltà che ancora esistono nei percorsi scientifici e tecnologici.

Vittoria Bruschi, dell’Ufficio Ricerca Irst, sottolinea che l’inclusione della prospettiva di genere è imprescindibile per la ricerca. Ignorare questo aspetto significa perdere di vista l’impatto sociale e il trasferimento di conoscenza nella comunità. Beatrice Valentini, del Centro Donna, ribadisce la necessità di combattere la violenza e la discriminazione, promuovendo strumenti concreti per la conciliazione tra vita privata e professionale.

Roberta Palazzo, dell’associazione Minerva, propone un laboratorio che incoraggerà la riflessione critica. Non si tratterà di fornire risposte preconfezionate, ma di creare uno spazio in cui le partecipanti possano confrontarsi e riconoscere stereotipi e bias.

Nicole Ticchi conclude con un’affermazione forte: la prospettiva di genere non è solo una questione di rappresentanza, ma un approccio metodologico necessario per migliorare la scienza stessa. Cambiare le domande significa cambiare le risposte, e una scienza inclusiva porterà a risultati più accurati e innovazioni accessibili a tutti. La partecipazione all’evento è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione.

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