Bordighera: La morte della bambina di due anni scuote la comunità, arrestati madre, compagno e nonno

Bordighera: La morte della bambina di due anni scuote la comunità, arrestati madre, compagno e nonno

Un episodio raccapricciante ha scosso la comunità di Bordighera. Una bambina di soli due anni è morta in circostanze tragiche, portando all’arresto della madre, del compagno e del nonno. Le accuse sono pesanti: maltrattamenti e violenza domestica. La Procura di Imperia ha delineato un quadro allarmante, in cui la vita della piccola è stata segnata da abusi inaccettabili.

La morte sotto il silenzio degli adulti

La tragedia si è consumata il 9 febbraio, all’interno dell’abitazione della madre, situata a Montenero, una frazione del comune ligure. Secondo le ricostruzioni, la bambina sarebbe deceduta a causa di una crisi respiratoria seguita da arresto cardiaco. Tuttavia, le prime indagini hanno rivelato segni evidenti di violenza, riscontrati dai soccorritori del 118. L’autopsia ha confermato i sospetti. La madre, già arrestata, è accusata di aver trasportato la figlia priva di vita nell’abitazione prima di lanciare l’allerta.

La Procura ha raccolto prove schiaccianti. Messaggi WhatsApp, fotografie sul cellulare, testimonianze di chi ha assistito a situazioni sospette e immagini delle telecamere di sorveglianza: tutto contribuisce a dipingere un quadro inquietante. I messaggi scambiati tra gli indagati rivelano un clima di violenza e maltrattamenti che ha coinvolto la piccola. Le dichiarazioni iniziali, fornite dagli arrestati, sono state giudicate “non veritiere” dal procuratore Alberto Lari, il quale ha evidenziato che tali versioni erano state concordate al fine di depistare le indagini.

Le voci inquietanti delle sorelline

Le indagini si sono arricchite di ulteriori dettagli grazie alle testimonianze delle due sorelline della vittima, attualmente collocate in una struttura protetta. Le bambine, ascoltate da psicologi e investigatori, hanno rivelato di aver assistito a episodi di violenza che avrebbero preceduto la morte della piccola. Queste dichiarazioni, cariche di dolore e angoscia, hanno sollevato ulteriori interrogativi sulla vita quotidiana all’interno di quella casa.

Il padre biologico della bambina, attualmente in carcere per altre motivazioni, ha espresso il proprio strazio attraverso il legale. “È distrutto e desidera solo riabbracciare le sue altre figlie”, ha affermato il rappresentante legale, sottolineando la devastazione che ha colpito l’intera famiglia.

Le autorità continuano a lavorare per chiarire la dinamica dei fatti e per identificare eventuali ulteriori responsabilità. L’orribile vicenda di Bordighera mette in luce non solo la sofferenza di una bambina innocente, ma anche la necessità di un intervento deciso contro la violenza domestica che, troppo spesso, resta invisibile.

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