Una giornata funesta per gli amanti della montagna, segnata da tragici incidenti che hanno colpito le vette del Trentino e della Valle d’Aosta. Il primo dramma si è consumato in Val di Fassa, precisamente lungo la via Livanos al Massiccio delle Pale di San Martino. Qui, in tarda mattinata, un alpinista di 32 anni, originario dell’Abruzzo e residente in Trentino, ha perso la vita dopo una caduta di circa trenta metri. L’uomo, che si trovava in testa alla cordata, ha ceduto alla presa, precipitando oltre il compagno che lo assicurava, e ha impattato violentemente contro le rocce sottostanti.
L’allerta è scattata intorno alle 11.40, quando la Centrale unica di emergenza ha attivato senza indugi l’elisoccorso. Un tecnico e un medico sono stati prontamente sbarcati in loco, ma non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. L’elicottero ha poi trasportato ulteriori soccorritori del Soccorso Alpino del Trentino per il recupero della salma e per assistere il compagno di cordata, colpito dalla tragedia.
Un secondo incidente mortale sul Gran Paradiso
Non è finita. Nella stessa mattinata, un altro alpinista ha perso la vita sul Gran Paradiso, precipitando lungo la parete nord. I compagni di cordata, fortunatamente illesi, sono stati recuperati dal verricello dell’elisoccorso e accompagnati a valle. Questo tragico evento ha attirato l’attenzione della Guardia di Finanza di Entreves, che ha avviato un’indagine. Nel frattempo, il Soccorso Alpino Valdostano ha provveduto al recupero della salma.
Incidente sul Monte Grappa
Il dramma non si è fermato qui. Nel pomeriggio, un intervento ha riguardato anche il Monte Grappa, dove una giovane pilota di parapendio statunitense di 24 anni è precipitata poco dopo il decollo dalla piattaforma di Costalunga. La ragazza ha subito gravi traumi al bacino e alla colonna vertebrale, necessitando dell’intervento dell’elisoccorso di Treviso Emergenza, che ha inviato un’équipe medica e un tecnico del Soccorso Alpino della Pedemontana del Grappa per prestare soccorso.
Una giornata complessa per i soccorritori, che si sono trovati a fronteggiare una serie di emergenze in condizioni meteo particolarmente impegnative in quota. Le operazioni di recupero hanno richiesto non solo prontezza, ma anche grande professionalità, davanti a situazioni che mettono a dura prova anche i più esperti.
La montagna, con la sua bellezza e maestosità, si rivela ancora una volta un luogo di grande rischio, dove la passione per l’alpinismo e le attività all’aperto si scontra con la dura realtà delle sue insidie. I tragici eventi di oggi devono far riflettere su quanto sia fondamentale la preparazione e la prudenza in queste attività.

