La mattina di giovedì, all’Almagià di Ravenna, si è tenuto l’evento “Essere economia sociale”, un incontro cruciale per il settore delle cooperative sociali e sanitarie. Durante questa manifestazione, Mirca Renzetti è stata riconfermata alla guida del coordinamento di Confcooperative Federsolidarietà Romagna-Estense, un ente che rappresenta con orgoglio 204 cooperative, attive in un ambito che genera un fatturato superiore ai 650 milioni di euro e occupa oltre 15.494 persone, di cui il 74% donne e 1.142 individui disabili o svantaggiati.
Il presidente di Confcooperative Romagna-Estense, Roberto Savini, ha messo in luce l’importanza vitale delle cooperative sociali. Non si tratta di semplici entità che colmano vuoti lasciati da altri, ma di imprese che anticipano le esigenze delle comunità, portando innovazione nei servizi. È un cambio di paradigma che deve essere accolto con urgenza. Le cooperative sociali sono un pilastro fondamentale per costruire comunità più giuste ed eque.
Mirca Renzetti, nella sua allocuzione, ha richiamato l’attenzione sul 35° anniversario della Legge 381, che ha dato vita alle cooperative sociali in Italia. Questa legge ha riconosciuto formalmente il ruolo delle cooperative nell’economia sociale, ma il tempo delle celebrazioni è finito. La cooperazione sociale ha già dimostrato di fare la differenza nel welfare locale, ma ora è chiamata a rispondere a sfide più complesse. È imperativo che le istituzioni riconoscano il valore sociale di queste imprese, perché il futuro dipende dalla loro capacità di adattarsi e innovare.
TRE VICEPRESIDENTI PER UNA NUOVA ERA
Accanto a Renzetti, sono stati nominati tre vicepresidenti che rappresenteranno i diversi territori della Romagna-Estense. Maurizia Squarzi, alla guida della cooperativa CavaRei, avrà il compito di portare avanti le istanze di Forlì-Cesena. Doriana Togni, della cooperativa LibrAzione, si occuperà di Ravenna, mentre Chiara Bertolasi, della cooperativa Serena, rappresenterà Ferrara. Questa nuova squadra è pronta a mettere in atto strategie audaci e innovative, necessarie per affrontare le sfide del presente e del futuro.
Maurizia Squarzi, in particolare, ha sottolineato l’urgenza di riconoscere il proprio ruolo come generatori di economia sociale. Le cooperative devono essere viste come motori di progetti ad alto impatto sociale, capaci di collaborare con il settore profit. È un compito difficile, ma necessario. Quella di oggi è una cooperazione sociale che non può permettersi di guardare indietro, ma deve affrontare il futuro a testa alta, consapevole del valore che porta.
L’evento “Essere economia sociale” non è stata solo una cerimonia di nomine, ma un appello forte e chiaro al cambiamento. Il messaggio è stato chiaro: la cooperazione sociale non può più limitarsi a rispondere alle emergenze. Deve diventare protagonista attiva nel creare soluzioni innovative, rispondendo ai bisogni emergenti delle comunità. La vera sfida è questa: trasformare il paradigma dell’assistenza in un modello di innovazione sociale. È ora di agire.

