Il restauro del Guercino: una sfida culturale e scientifica a Forlì

Il restauro del Guercino: una sfida culturale e scientifica a Forlì

Il restauro dell’opera “Estasi di San Francesco” (1651-1652) di Giovanni Francesco Barbieri, noto come il Guercino, entra nel vivo, segnando un momento cruciale per la chiesa di Santa Maria in Laterano a Forlì. Questo progetto, promosso dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro e dall’associazione culturale Metropolis, non è solo un intervento conservativo, ma un’operazione di riscoperta e valorizzazione di un patrimonio artistico di inestimabile valore.

Collaborazione internazionale

La campagna diagnostica, che inizia venerdì, rappresenta il primo passo di un’indagine approfondita sull’opera. Coordinata dall’Università di Bologna, sotto la direzione di Chiara Matteucci, questa fase di studio si propone di svelare non solo i materiali e le tecniche utilizzate dal Guercino, ma anche lo stato di conservazione del dipinto. Questi dati saranno essenziali per pianificare un restauro che rispetti la complessità e l’autenticità dell’opera.

La collaborazione con la società francese Lumière Technology offre un approccio innovativo e scientifico. Durante l’intervento, la tela verrà rimossa dalla parete e posizionata in verticale, per permettere l’applicazione di tecniche diagnostiche all’avanguardia. L’analisi include metodologie come la fotografia in luce visibile, la fluorescenza UV, la riflettografia in infrarosso, la videomicroscopia digitale e la spettrometria a raggi X. Questi strumenti non invasivi sono fondamentali per identificare i materiali originali e per un’analisi dettagliata dello stato di conservazione.

Un approccio scientifico al restauro

L’analisi stratigrafica, attraverso micro-campionamenti e studi in cross-section, permetterà di ricostruire la storia conservativa dell’opera, evidenziando gli interventi precedenti e garantendo la compatibilità dei materiali impiegati nel restauro futuro. Questo approccio dettagliato non solo protegge il dipinto ma favorisce anche la comprensione della sua struttura interna, rivelando la successione degli strati di preparazione, pittura e vernice.

Marco Colonna e Massimo Monti, protagonisti di questo progetto, evidenziano l’importanza della collaborazione tra il laboratorio di diagnostica dell’Università di Bologna e Lumière Technology. Questo sodalizio ha già portato alla luce informazioni preziose su opere d’arte di fama mondiale. Il progetto, avviato nel 2017, si dedica allo studio tecnico e diagnostico delle opere del Guercino, analizzando oltre sessanta dipinti e numerosi cicli pittorici murali. Queste ricerche hanno ampliato notevolmente la conoscenza dei processi esecutivi e delle pratiche artistiche del maestro emiliano.

Il restauro come evento pubblico

Una volta completata la fase diagnostica, l’attenzione si sposterà sull’individuazione della società che realizzerà il restauro. Le attività si svolgeranno in un cantiere aperto, permettendo al pubblico di assistere e comprendere le pratiche scientifiche applicate ai beni culturali. I ricercatori guideranno i visitatori nella scoperta degli strumenti e dei metodi diagnostici, dimostrando come la scienza possa svelare i segreti creativi dell’artista e influenzare le scelte di conservazione.

Don Nino Nicotra sottolinea l’importanza del restauro per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della Diocesi di Forlì e della sua storia. Il fatto che questo progetto prenda avvio nel 2026, anno dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, non è affatto casuale. Si tratta di un’opportunità unica per connettere fede, arte e cultura, rendendo il restauro del Guercino un evento di rilevanza storica e simbolica per la comunità forlivese.

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