L’assessore Giuseppe Petetta ha deciso di scendere in campo con fermezza per rispondere alle critiche mosse dalle associazioni ambientaliste riguardo la situazione dell’ex Eridania. Le accuse, diffuse attraverso i media, sono state respinte con decisione, supportate da un’argomentazione giuridica che non lascia spazio a dubbi. Petetta non si è limitato a difendere l’operato del Comune di Forlì, ma ha messo in discussione la competenza delle organizzazioni critiche, come Wwf, Lac e Animal Liberation, nel comprendere la complessità della vicenda.
Nessun passo indietro, solo fatti
Petetta ha chiarito che non esiste alcun ravvedimento da parte dell’amministrazione comunale. Le affermazioni delle associazioni, secondo l’assessore, denotano una scarsa comprensione degli atti e della procedura legale in corso. Durante l’udienza del 26 marzo al Tar di Bologna, le stesse associazioni hanno ammesso l’efficacia delle azioni intraprese dal Comune, rinunciando addirittura alla sospensiva. L’avvocatura comunale ha confermato che le operazioni di bonifica previste nel capitolato erano state completate prima della presentazione del ricorso, con l’unica eccezione relativa alla manutenzione di un’area incolta che non interferisce con la garzaia. In sostanza, il grosso del lavoro contestato era già stato effettuato.
La delibera di giunta numero 503, datata 10 dicembre 2025, attesta che la bonifica è stata eseguita in conformità alle prescrizioni dell’Ausl Romagna e di Arpae. Queste istituzioni, dopo vari sopralluoghi, avevano sottolineato l’urgenza di un intervento per ripristinare la salubrità dell’area verde, considerata potenzialmente dannosa per la salute pubblica. Petetta ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nel rispettare le normative vigenti a tutela della flora e della fauna.
Monitoraggio e rispetto della fauna
Petetta ha proseguito il suo intervento chiarendo che i lavori sono stati programmati per concludersi prima del periodo di nidificazione degli aironi. L’operato del Comune è stato costantemente monitorato, assicurando che gli ardeidi non subissero alcun disturbo. Tutti i documenti disponibili attestano come non ci sia mai stata l’intenzione di danneggiare il bosco: le operazioni si sono limitate al diradamento delle alberature secche e alla potatura di quelle basse, attività perfettamente compatibili con le normative di tutela floro-faunistica.
In merito alla questione dei “dissuasori”, l’assessore ha chiarito che la loro installazione era solo una misura temporanea suggerita dall’Ausl, attuata solo se necessario. Fortunatamente, grazie alle modalità operative adottate, non si è reso necessario il ricorso a questa misura. La Regione, in una nota del 20 marzo, ha confermato che i lavori effettuati non hanno avuto ripercussioni negative significative sulla nidificazione degli ardeidi, prevista per le settimane successive.
Una risposta chiara e determinata
Insomma, l’assessore Petetta ha messo in chiaro che il Comune di Forlì ha operato in modo esemplare, rispettando i tempi e le modalità prestabilite. Il ricorso presentato da Wwf, Lac e Animal Liberation è stato definito fuori tempo massimo, privo di fondamento giuridico e strumentale. A suffragare questa posizione sono i verbali di udienza, le opinioni legali e il pronunciamento del Tar. L’assessore ha concluso ribadendo l’importanza di saper interpretare correttamente la documentazione, un aspetto che l’amministrazione comunale riteneva scontato, ma che evidentemente non lo è stato per tutti.

