Il servizio di elisoccorso dell’Emilia-Romagna festeggia un traguardo significativo: 40 anni di attività, un periodo che ha visto un costante sviluppo e un incremento della sua importanza. L’assessore regionale Fabi non ha dubbi: “Un’attività che nella nostra regione quest’anno celebra 40 anni di vita”.
Dall’attivazione della prima base di elisoccorso all’Ospedale Maggiore di Bologna, il 14 giugno 1986, il servizio ha conosciuto una rapida espansione. Solo un anno dopo, nel 1987, si aggiunge la base di Ravenna, seguita nel 1988 da quella di Parma. Con l’apertura della base di Pavullo nel Frignano nel 2000, il servizio ha iniziato a dotarsi di elicotteri attrezzati con verricello, permettendo così interventi in luoghi dove l’atterraggio non è possibile.
### Un servizio in crescita
Oggi, l’emergenza elisoccorso del 118 è un pilastro del sistema sanitario regionale. I risultati parlano chiaro: nel 2025, sono stati registrati 2.300 servizi di emergenza e oltre 180 pazienti soccorsi quotidianamente. Gli investimenti della Regione, che hanno superato i 24 milioni di euro, sono stati determinanti per potenziare questo servizio, garantendo una spesa di 5,5 euro per abitante. La rete delle piazzole di decollo e atterraggio continua ad espandersi, arrivando a 278 punti, mentre l’efficienza operativa si traduce in una squadra composta da circa 180 professionisti tra piloti, medici e tecnici.
Fabi esprime orgoglio per l’operato del servizio: “Siamo orgogliosi di questo servizio di straordinaria importanza garantito dal nostro sistema sanitario pubblico. Riconoscenti alle donne e agli uomini che ne permettono il funzionamento e l’operatività 24 ore su 24″. La complessità del sistema è evidente, così come il suo impegno a salvare vite umane, soprattutto in situazioni di emergenza che richiedono interventi tempestivi. La Regione ha sempre puntato sull’innovazione, dall’informatizzazione della centrale operativa nel 1992 all’estensione del servizio notturno nel 2017.
### Interventi decisivi e tecnologia avanzata
Nel 2025, il servizio ha effettuato 951 interventi dalla centrale operativa Emilia Est, 592 dalla Romagna e 758 da Emilia Ovest. I numeri non mentono: 2.963 pazienti soccorsi e 100.805 minuti di volo totali. A Forlì-Cesena, le 133 missioni di volo hanno visto 183 pazienti visitati. L’elisoccorso è attivato per patologie tempo-dipendenti come traumi gravi, arresti cardiaci e ictus, garantendo un trattamento avanzato e un rapido trasferimento nei centri specializzati.
Dal 2017, l’introduzione di una eliambulanza attiva 24 ore su 24 ha rivoluzionato il servizio, aumentando la copertura notturna e garantendo un intervento tempestivo anche nelle località più remote. Con investimenti significativi, la Regione ha potuto dotare il servizio di quattro elicotteri di nuova generazione, tutti Airbus BK117 D-3. Questi mezzi sono progettati per ridurre il rumore e le vibrazioni, migliorando l’esperienza tanto per il personale medico quanto per i pazienti.
La sicurezza è al centro dell’operatività: i sistemi di monitoraggio dei dati di volo e le sessioni di formazione continua per il personale assicurano standard elevati. Le piazzole di atterraggio, sempre più diffuse, permettono un’operatività capillare sul territorio, con 278 punti attivi. Le tecnologie avanzate consentono di atterrare anche in aree non mappate, rendendo il servizio di elisoccorso una rete di salvezza sempre più efficiente.
In un contesto dove la vita è appesa a un filo, l’elisoccorso dell’Emilia-Romagna si conferma un servizio vitale, un esempio di come l’innovazione e l’impegno possano tradursi in fatti concreti.

