Martedì scorso, la città ha assistito a un incontro di grande rilevanza nell’ambito del ciclo “Officina Forlì: Idee per una città che cambia”. Moderato da Edoardo Russo, il dibattito ha visto contrapporsi due figure di spicco nel panorama imprenditoriale: Franco Guidi, CEO di Lombardini22, e Francesco Ferro, CEO di Integra Solutions e co-fondatore di Romagna Digital Valley. Il fulcro della discussione ha ruotato attorno al concetto di “capitale umano”, non come semplice risorsa da sfruttare, ma come vera e propria forza motrice capace di rigenerare e rinnovare il tessuto urbano e sociale.
Le parole di Franco Guidi hanno risuonato forti e chiare, sfidando le convenzioni tradizionali. L’architetto ha messo in discussione l’idea di una città accogliente, affermando che “il capitale umano è il capitale che genera tutti gli altri capitali”. Secondo lui, lo spazio fisico non è mai neutro; è un contesto che condiziona i comportamenti e le interazioni. “Gli spazi vuoti tra gli edifici sono i luoghi in cui si genera l’incontro e la sfida”, ha dichiarato Guidi, sottolineando l’importanza di creare ambienti stimolanti.
Un’affermazione provocatoria ha scosso la platea: “Abbiamo smesso di pensare la città quando abbiamo smesso di andare in autobus”. Qui entra in gioco la sua visione di una “città scomoda”, un ambiente che non offre solo servizi, ma che stimola domande e genera quella “frizione creativa” necessaria a evitare l’appiattimento sul presente. Guidi ha citato l’esempio di Bogotà per illustrare come la mancanza di interazione possa impoverire la vita urbana.
Ferro ha spostato l’attenzione sulla concretezza del territorio, sottolineando le potenzialità di Forlì nel diventare un polo attrattivo. “Il talento è un capitale che va curato”, ha affermato, evidenziando l’importanza di ciò che la città può offrire ai giovani. Con un placement del 100% per i ragazzi formati nei loro percorsi, la Digital Valley di Forlì dimostra che, quando il territorio presenta sfide concrete, la risposta è immediata. “Il 30% dei nostri ragazzi proviene da fuori regione. Non cercano solo una vacanza, ma una sfida professionale”.
Il dibattito ha confermato la validità del Modello dei 5 Capitali, un’idea centrale di Officina Forlì, per considerare la città come un organismo vivo e dinamico. Russo ha osservato come la conclusione del talk si sia orientata verso un’interpretazione dell’Intelligenza Artificiale non come minaccia, ma come uno strumento che potenzia il tocco umano e la visione strategica nel design delle città future.
L’evento, sostenuto da Cia Conad e Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, è stato patrocinato dalle principali istituzioni locali e ora è disponibile in formato integrale per chi desidera rivivere l’intensità del dibattito. Le registrazioni sono accessibili su YouTube e Spotify, offrendo l’opportunità di riascoltare i passaggi chiave delle argomentazioni.
Il percorso di Officina Forlì continua senza sosta. Il prossimo incontro, fissato per mercoledì 18 marzo alle 20:45 presso l’Ex Atr, si concentrerà sul “capitale sociale”. Il tema “Architettura dell’Inclusione: spazio come cura contro l’indifferenza” vedrà la partecipazione di Ezio Micelli, in dialogo con il collettivo Spazi Indecisi. Un nuovo capitolo si apre nella discussione sul futuro urbano.

