Indagini su un giovane giornalista di Enego: accuse di incendio e calunnia

Un giovane giornalista di Enego, noto per aver denunciato un incendio doloso, si trova ora al centro di un’inchiesta che ha preso una piega inaspettata. La Procura di Vicenza ha avviato indagini nei suoi confronti, dopo che il 30 maggio scorso un incendio ha danneggiato l’ingresso della sua abitazione e ha portato alla luce una serie di inquietanti minacce.

Perquisizioni e sospetti

Nei giorni successivi alla denuncia, la premier ha espresso solidarietà al cronista, ma la situazione si è complicata drasticamente. I carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito perquisizioni personali, domiciliari e informatiche sul giovane, gettando un’ombra inquietante sull’intera vicenda. L’incendio che ha colpito la famiglia Cappellari ha rivelato, oltre ai danni materiali, anche una busta contenente minacce indirizzate non solo al giovane, ma anche a don Patriciello e alla presidente del Consiglio.

Nel corso degli interrogatori, il giornalista ha fornito nomi e sospetti, indicando persone residenti a Enego e nei comuni vicini. Le forze dell’ordine hanno avviato verifiche, esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Le indagini si sono rapidamente intensificate, portando a un’analisi approfondita di uno dei soggetti segnalati.

La ricostruzione dell’incendio

I tecnici del Ris hanno esaminato le immagini e hanno delineato le caratteristiche fisiche di un individuo ripreso mentre depositava la busta e accendeva il fuoco. La persona aveva un’altezza stimata tra 1,69 e 1,75 metri e indossava una tuta da ginnastica. La Procura ha reso noto che l’inchiesta ha permesso di risalire alla provenienza dei materiali utilizzati per l’incendio. Nonostante i tentativi di rimuovere le etichette dalle bombolette di gas, i carabinieri sono riusciti a rintracciare gli acquisti effettuati online.

Le uniche consegne di prodotti pericolosi a Enego risultano riconducibili agli ordini effettuati dallo stesso Cappellari. Il giovane ha acquistato quattro cartucce di gas butano e propano il 25 aprile e sei bottiglie di alcol etilico il 29 aprile, con consegna avvenuta il 4 maggio. Un quadro inquietante si delinea, in cui il cronista potrebbe essere più coinvolto di quanto inizialmente si pensasse.

Coincidenze inquietanti

Ulteriori elementi di prova stanno ora venendo scrutinati dagli investigatori. La statura del giovane è compatibile con quella della persona ripresa dalle telecamere che, il 30 maggio, ha azionato l’innesco della bombola di gas intorno alle 23:28. Le immagini mostrano anche Cappellari rientrare a casa alle 23:11 e, successivamente, riprendere con il cellulare le operazioni di spegnimento dell’incendio, transitando dal retro dell’abitazione.

La Procura ha aperto un fascicolo per incendio, calunnia e simulazione di reato. Attualmente, il giovane gode della presunzione di innocenza, ma le accuse sono gravi e necessitano di un’attenta valutazione nelle prossime fasi del procedimento. Un caso che scuote Enego e solleva interrogativi inquietanti sulla verità dietro la denuncia di un giornalista che, da vittima, si trasforma in sospettato.

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