Il giudice milanese ha deciso: il processo a carico di Massimo Lovati proseguirà senza indugi. La richiesta della difesa di sospendere il procedimento, in attesa dell’esito di un’inchiesta parallela su Andrea Sempio, è stata categoricamente rigettata. Secondo il Tribunale, non esistono i requisiti giuridici per un simile rinvio, né sarebbe proficuo attendere un’inchiesta che è ancora nelle fasi preliminari.
La Procura, che si è opposta alla sospensione, e la parte civile, che ha contestato la legittimità della richiesta, hanno entrambi sottolineato l’autonomia del procedimento milanese rispetto alle indagini in corso a Pavia. Una posizione chiara: il processo non può e non deve subire ritardi.
Le dichiarazioni sotto accusa
Al centro del caso ci sono le affermazioni rilasciate da Lovati all’uscita da una caserma dei carabinieri, dove il legale ha parlato di presunti abusi e manipolazioni riguardanti l’istruttoria del 2017 su Andrea Sempio. Lovati ha anche sollevato gravi sospetti su un presunto prelievo clandestino di DNA da parte dei legali di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi. Queste dichiarazioni, secondo l’accusa, hanno danneggiato irreparabilmente la reputazione degli avvocati coinvolti, che si sono costituiti parte civile chiedendo un risarcimento danni che ammonta a circa 58mila euro.
La difesa di Lovati, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Gallo, ha tentato di giustificare la richiesta di rinvio, sostenendo l’importanza di chiarire il contesto delle affermazioni contestate. Tuttavia, il Tribunale ha escluso questa possibilità, affermando che le valutazioni necessarie possono essere effettuate indipendentemente dagli sviluppi dell’inchiesta su Sempio.
Un processo che avanza
Uscendo dall’aula, Lovati ha espresso la sua previsione riguardo al rigetto della richiesta di sospensione, annunciando l’intenzione di presentare nuovi elementi durante il processo. Ha ribadito la sua difesa, affermando che “non si può fare il processo ai pensieri”, in riferimento alle contestazioni riguardanti il valore delle dichiarazioni di Sempio in un contesto informale. Una dichiarazione che evidenzia la strategia difensiva, chiarendo che il legale non intende farsi intimorire dalle accuse.
Il processo riprenderà il 14 settembre, quando il Tribunale si addentrerà nel merito delle accuse di diffamazione. La tensione è palpabile, e gli sviluppi sono attesi con grande interesse. La questione della reputazione e della verità è sul tavolo. La battaglia legale è solo all’inizio, ma le posizioni sono ormai cristallizzate. La ricerca della verità si scontra con la difesa dell’onore. Gli occhi della giustizia sono puntati su Milano.

