Un bilancio drammatico ma ricco di cifre quello emerso dal secondo incontro pubblico tra Comune, Enti e comitati, dove l’amministrazione ha reso conto dello stato di avanzamento dei lavori post-alluvione. Cinquanta milioni di euro già spesi per il miglioramento della gestione dei fiumi, nuove idrovore e oltre 22mila caditoie ripulite. Un’assemblea in cui le istituzioni hanno presentato il piano di ricostruzione, evidenziando la necessità di risorse per la sicurezza idrogeologica del territorio.
La conferenza ha visto la partecipazione del vicesindaco Vincenzo Bongiorno, dell’assessore Giuseppe Petetta e dei tecnici di Hera, Bonifica e Protezione Civile, nonché di rappresentanti del Comune di Forlì. In un clima di tensione, Bongiorno ha sottolineato l’importanza di continuare a investire nella messa in sicurezza contro il rischio idrogeologico, affermando che il futuro delle opere deve orientarsi verso la prevenzione.
Petetta, dal canto suo, ha ribadito la necessità di mantenere un dialogo costante con la cittadinanza, in particolare con il Comitato delle vittime del fango. Il suo messaggio è chiaro: la ricostruzione deve prioritariamente garantire la sicurezza della comunità, un obiettivo che sembra spesso essere dimenticato in tempi di emergenza.
Il Consorzio di bonifica ha presentato i dettagli degli interventi in corso, che ammontano a oltre 43 milioni di euro, suddivisi in 27 progetti. Di questi, 14 sono già conclusi, mentre 2 sono in fase di progettazione e altri 11 attendono finanziamenti. L’ingegnere Andrea Cicchetti ha evidenziato che tra le opere già finanziate ci sono la costruzione di un nuovo impianto idrovoro sul fiume Ronco e l’implementazione di un altro impianto sul fiume Montone, per un totale di oltre 2,7 milioni di euro.
Sara Vannoni, ingegnere dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza territoriale e Protezione Civile, ha fornito un aggiornamento sul bacino Montone-Rabbi, dove sono stati investiti circa 40,2 milioni per 19 interventi. Di questi, 10 sono già stati completati, mentre 3 sono stati avviati e 6 sono in fase di progettazione. Anche sul bacino Ronco-Bidente la situazione è in evoluzione, con 8 interventi finanziati per oltre 11 milioni di euro.
Hera ha avuto un ruolo cruciale in questo contesto, come hanno evidenziato gli ingegneri Fabio Venturini e Francesca Sansovini. La sostituzione delle reti danneggiate e il ripristino degli impianti compromessi sono stati avviati immediatamente. Durante il picco dell’emergenza, Hera ha gestito una media di 25 autospurghi al giorno e ha già completato la pulizia di 22.400 caditoie, pari al 47% dell’intera rete cittadina.
Il Comune di Forlì, da parte sua, ha investito circa 13 milioni in opere di ripristino e messa in sicurezza della viabilità, compresi parcheggi, parchi e piste ciclabili. Inoltre, le opere di difesa idraulica e la messa in sicurezza delle reti sono state una priorità. Ma ciò che colpisce è il dato relativo alla ricostruzione privata: quasi 68 milioni di euro sono già stati erogati a famiglie e imprese, su un totale di 1.116 domande presentate. Un cifra che testimonia l’urgenza e la necessità di riparazione e recupero in un territorio duramente colpito.
La realtà è chiara: mentre il denaro fluisce per i lavori di emergenza e ricostruzione, la questione della prevenzione e della sicurezza rimane una sfida aperta. Le istituzioni sono chiamate a dimostrare che l’impegno non si esaurisce con i fondi, ma che la vera ricostruzione deve passare attraverso una strategia a lungo termine, in grado di garantire un futuro più sicuro per tutti.

