Tangenziale di Forlì: l’ultimo colpo di piccone segna un passo decisivo verso il completamento

Tangenziale di Forlì: l’ultimo colpo di piccone segna un passo decisivo verso il completamento

Un boato che risuona nel cuore di Forlì, la polvere che si dirada e la luce che finalmente penetra la roccia: così si è aperta la galleria “Appennino”, un momento cruciale per il terzo lotto della Tangenziale di Forlì. Un’opera da oltre 170 milioni di euro, che promette di connettere il sistema tangenziale con l’ospedale Morgagni-Pierantoni e la Statale 67 Tosco-Romagnola, sta prendendo forma. Non si tratta solo di un’infrastruttura, ma di un progetto che da oltre vent’anni la città attende con ansia.

Un cantiere che ha fatto parlare di sé, non solo per la sua importanza strategica, ma anche per la rapidità con cui i lavori stanno procedendo. Il sindaco Gian Luca Zattini ha colto l’occasione per esprimere gratitudine nei confronti delle maestranze e del Governo. Le sue parole, cariche di emozione, evidenziano la portata storica di questo momento. La rottura dell’ultimo diaframma è stata descritta come un evento straordinario, un simbolo del lavoro di squadra che ha contraddistinto questo progetto. Zattini ha sottolineato come i timori iniziali legati ai disagi causati dal cantiere siano stati dissipati dalla competenza della ditta, permettendo alla città di convivere con i lavori senza eccessivi stravolgimenti.

La presenza dell’onorevole Alice Buonguerrieri, delegata dal ministero delle Infrastrutture, ha aggiunto ulteriore peso all’evento. La Buonguerrieri ha rimarcato l’importanza storica di un’opera attesa da oltre due decenni, sottolineando il ruolo decisivo del Governo Meloni nel dare impulso a questo progetto. I lavori proseguono a ritmo serrato e sono previsti per concludersi entro dicembre 2026. Un cambiamento che avrà un impatto significativo sulla gestione del traffico, soprattutto nella zona ovest della città e nei pressi dell’ospedale.

La deputata Rosaria Tassinari, presente alla cerimonia, ha evidenziato come la rottura dell’ultimo diaframma rappresenti un passo concreto verso un’infrastruttura fondamentale per Forlì e per l’intera Romagna. La Tangenziale Est non è solo un’opera di viabilità: è un investimento cruciale per ridurre i tempi di percorrenza e per migliorare la qualità della vita dei cittadini, con effetti tangibili sulla sicurezza stradale.

Massimiliano Campanella, responsabile Anas Emilia-Romagna, ha confermato che il cantiere ha raggiunto quasi il 60% di avanzamento. Il lotto di 3,6 chilometri si configurerà come un anello di congiunzione con l’A14 e la Statale 67, progettato per integrarsi nel tessuto urbano senza creare interruzioni. Anas ha inoltre ricordato il proprio impegno nel recupero della viabilità post-alluvione, con oltre 150 milioni di euro già stanziati.

Anche l’assessore regionale Irene Priolo ha partecipato all’evento, sottolineando l’importanza della maestranza italiana e la necessità di drenare il traffico dalla via Emilia per rendere più vivibile la città. La capacità di rispettare i tempi di realizzazione è un elemento fondamentale per la competitività regionale, afferma Priolo, che ha anche accennato a un nuovo contratto di programma per la Statale 67, un’opera da 330 milioni che si sta pianificando.

Il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, Tullio Ferrante, ha chiuso la cerimonia con una dichiarazione di intenti chiara: l’abbattimento del diaframma è un segno tangibile dell’impegno del Governo verso opere strategiche destinate a sostenere lo sviluppo territoriale. La Tangenziale Est diventerà un’infrastruttura vitale per il sistema viario romagnolo, un progetto che promette di migliorare i collegamenti con le principali direttrici di traffico.

Il cantiere, avviato a giugno 2023, ha già raggiunto un notevole stato di avanzamento. Oltre allo scavo delle gallerie, sono stati realizzati progressi significativi nella viabilità, con l’apertura al traffico della “Deviazione Via del Guado”. La nuova bretella è attesa come un collegamento essenziale per il polo ospedaliero, un’opera che il territorio reclama da tempo.

Nel frattempo, il montaggio del ponte sul fiume Rabbi è già in corso, con gli operai impegnati nella pavimentazione stradale e nell’installazione delle barriere di sicurezza. La tabella di marcia è ambiziosa: si punta a rendere la nuova bretella operativa entro la fine del 2026, un obiettivo che potrebbe finalmente offrire a Forlì il collegamento rapido di cui ha bisogno.

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